Gerit, Equitalia, Roma Entrate. Multe, cartelle pazze o tentata estorsione legalizzata ?
L’annoso problema delle multe pazze, delle riscossioni coatte e della totale mancanza di controlli sulle società di riscossione sembra destinato a suscitare ancora polemiche e preoccupazioni.
Stando ai dati disponibili sui siti della Regione Lazio e dell’Associazione Radici (una delle associazioni di difesa e tutela dei diritti dei cittadini), Roma è la capitale delle multe (solo nel 2007 sono aumentate del 46,5%) e degli incassi (ogni anno si stimano entrate attorno ai 350 milioni di euro). Questi i numeri attorno ai quali ruota tutta la vicenda delle multe e su cui è stato costruito un potente apparato di sanzioni che sfiora la persecuzione basato un sistema di moltiplicazione degli interessi di mora che vengono applicati in seguito alle mancate notifiche delle multe. Si tratta soprattutto di multe per infrazioni al codice stradale, ma in secondo luogo anche di sanzioni per errori o mancato pagamento di tasse come ICI e TARSU. A questo si aggiunge l’annoso fenomeno delle “cartelle pazze”, ovvero le multe già pagate che vengono riproposte in sequenza continua o cartelle esattoriali che contengono errori madornali decisamente incomprensibili (richiesta di pagamento ICI su abitazioni già vendute da anni), una percentuale di errori che alimenta i sospetti verso una sorta di tentata estorsione legale verso cittadini magari distratti o disordinati nella documentazione. Del resto non sono un mistero le indagini della magistratura verso alcune società di riscossione nel Lazio, in Campania e in Sicilia che si sono viste affidare dai comuni il compito della "riscossione crediti". Il Comune di Roma, così come altre istituzioni pubbliche negli ultimi anni, ha appaltato alla Gerit Equitalia S.p.A. la funzione di esattore dei propri crediti nei confronti dei cittadini ed è doveroso sottolineare che si tratta di una funzione molto delicata, perché esercitata da società privata anche se a capitale pubblico. Anzitutto l’affidamento a Gerit Equitalia contribuisce ad aumentare a dismisura il “dovuto” da parte dei cittadini, in quanto il pagamento del servizio svolto dalla società esattrice è tutto a carico dei debitori. In secondo punto, dopo il passaggio di competenza alla Gerit Equitalia, questi debiti vengono gonfiati con penali ed interessi che hanno il devastante effetto di moltiplicare gli importi dovuti dai cittadini. Fino a qualche anno fa le multe non pagate per le lungaggini burocratiche andavano in prescrizione. Dopo il cambio di gestione, invece, già prima di essere “iscritti a ruolo” in una cartella esattoriale, cioè già prima di essere appaltati, questi debiti crescono in maniera abnorme. E così, ad esempio, una multa di qualsiasi entità, se non pagata entro 60 giorni, viene raddoppiata, mentre gli interessi di mora salgono alle stelle nel volgere di qualche mese. In base a questo meccanismo persino una multa di 100 euro schizza a 900 euro dopo un breve ritardo nel pagamento. Sono state inoltre introdotte delle misure, come ad esempio il fermo amministrativo delle automobili, il sequestro dei conti correnti bancari e postali, le ipoteche e il pignoramento dei beni immobiliari, che vengono applicati indiscriminatamente già dopo il primo ritardo di pagamento. Un giro d’affari consistente che causa ed ha causato un forte malessere tra i cittadini, che spesso non ne vengono neppure informati in quanto tutto avviene attraverso i sistemi informatici. Improvvisamente ci si può ritrovare privati del diritto di vendere la propria casa, o privi della propria vettura per effetto di un semplice controllo stradale. Stanno inoltre emergendo già da tempo truffe di notevole proporzione ai danni dei cittadini come gli autovelox e i semafori truccati, unitamente agli incentivi per le notifiche delle multe e dei ritardati pagamenti accordati ai cosiddetti ausiliari del traffico o agli stessi vigili urbani. Abbiamo deciso quindi di contattare le diverse sedi di questo mastodontico apparato per avere informazioni più dettagliate in merito, ma il risultato è stato come sempre perfettamente in linea con lo stile “italiota” dello scaricabarile. Contattiamo per primo l’Ufficio Stampa del Gabinetto del Sindaco di Roma, ma sembrano cadere dalle nuvole e con poca pazienza ci rimandano all’Assessorato al Bilancio, presieduto dall’Onorevole Maurizio Leo. L’unica informazione che sono in grado di fornirci è sul famoso mini-condono di cui tanto si è parlato come se avesse risolto la questione. Il provvedimento, che disciplina il pagamento delle multe arretrate solo per quanto riguarda quelle risalenti entro il 31 Dicembre 2004, è un emendamento al decreto legge Anticrisi (il provvedimento si regola sulla base della legge nazionale proposta dall’Assessore Maurizio Leo) ed è stato sì approvato, ma deve attenersi alla delibera attuativa dei Comuni, molti dei quali hanno già fatto sapere che non aderiranno. Dall’Assessorato al Bilancio, comunque, ci informano che entro le prossime 2 settimane dovrebbe uscire la “calendarizzazione” delle delibere di ogni singolo Comune, informazione confermata anche da Andrea Mosetti dell’Associazione Radici, che sta realizzando insieme ad altre associazioni una raccolta di firme per una delibera di iniziativa popolare che prevede la prescrizione delle multe elevate da oltre cinque anni, l’abolizione della sanzione aggiuntiva e degli interessi di mora per le multe che restano in vigore. L’emendamento, o meglio il mini-condono, come da tutti è conosciuto, prevede quanto segue: l’abbattimento delle sanzioni e dell’interesse al 4%, ma non degli interessi maturati sulla sanzione (interessi di mora); non comprende né tutte quelle persone che hanno richiesto la rateizzazione e tanto meno quelle che hanno già pagato o cominciato a pagare; non tiene conto, inoltre, delle prescrizioni. Per tutte le multe che invece sono state emesse dal 1 Gennaio 2005 restano in vigore sia la sanzione aggiuntiva che gli interessi di mora calcolati sull’importo complessivo. Decidiamo a questo punto di contattare direttamente la Gerit Equitalia per porre un ultimo interrogativo, forse il più importante: evidenziare la sproporzione che esiste tra i provvedimenti quali fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti e l’entità dell’infrazione per effetto della quale è stata elevata la multa. La norma attuale prevede di fatto che si possa elevare l’ipoteca a partire da un debito di 5.000 euro. La materia è articolata, ma dovrebbero essere gli stessi enti creditori, e non invece gli enti esattori, ad elevare ipoteche rispetto al debito che si ritiene maturato. Pertanto, a conti fatti, commettono un errore gli enti esattori che sommano debiti di natura diversa per raggiungere i famigerati 5.000 euro. Chiediamo, inoltre, come mai la notifica avviene così a ridosso del termine di prescrizione, determinando in questo modo l’applicazione del massimo delle sanzioni e degli interessi di mora. Al numero di telefono di Gerit Equitalia risponde un operatore che ci spiega di non poter fornire informazioni di questo tipo. Chiediamo allora di poter parlare con un ufficio relazioni con il pubblico o con l’Ufficio Stampa ma, dopo un’interminabile attesa, ci viene risposto che l’Ufficio Stampa non è disposto a parlare con noi perché le domande che poniamo sono considerate faziose ed in controtendenza con l’operato, attuale e non, di Gerit Equitalia. Ci forniscono comunque una serie di mail e numeri di telefono che dicono essere dedicati al consumatore e che noi pubblichiamo in calce all’articolo. Resta il fatto che, tra incongruenze, errori di calcolo, inefficienze, mancanza di trasparenza nella riscossione delle multe, possibilità di ricorso, di contestazione e di risarcimento pari a zero, nulla può il cittadino contro la burocrazia, specie quella “strettamente connessa a forti interessi economici”. Difatti l’emendamento proposto dall’On. Maurizio Leo (Assessorato al Bilancio) riguardo le multe precedenti il 31/12/2004 previsto nel Ddl Anticrisi, non è altro che un mero contentino, che non risolve per nulla il problema e che riguarda, come al solito, una piccola porzione di cittadini colpiti da multa pazza o da una burocrazia sfiancante.
Per chi volesse chiedere informazioni o verificare di persona questi sono i contatti di Gerit Equitalia S.p.A.
direzione.generale@equitaliagerit.it (mail della segreteria della direzione generale)
serviziocontribuenti@equitaliagerit.it (se volete essere richiamati)
06 32492704 (Fax della sede legale)
840 000 660 (Fax Verde)